la legge dei piccoli comuni italiani
Ecco come tutelare i piccoli comuni italiani
Legambiente, anche grazie alle ricerche svolte con Confcommercio e Serico-Cresme, per prima ha evidenziato la fragilità dell’Italia minore, che rappresenta ben il 72% dei comuni italiani, ma ha anche sempre evidenziato le grandi potenzialità in termini di turismo, produzioni tipiche e risorse culturali e ambientali, l’opportunità e la volontà di rispondere a queste esigenze con strumenti legislativi dal disegno di legge “Misure per il sostegno e la valorizzazione nei comuni con popolazione pari o inferiore a 5000 abitanti” , proposta da Ermete Realacci già nel 2001 e oggi ripresentata come primo disegno di legge di proposta parlamentare il 15 aprile 2006.
Obiettivo della legge quadro è quello di migliorare le condizioni di vita nelle aree del "disagio insediativo", consci che questi comuni rivestano un ruolo centrale di presidi territoriali e di luoghi di elezione per le produzioni di qualità, grazie alle quali l’Italia vanta più di un primato nello scenario dei mercati internazionali. La legge vuole entrare nel vivo dei nodi strategici della mobilità e del rilancio di questi luoghi: la difesa dell’ambiente e del paesaggio, la qualità culturale dei territori, la modernizzazione dei servizi, il consolidamento dei saperi tradizionali attraverso le nuove tecnologie, i rapporti tra formazione e giovani generazioni, la collocazione dell’Italia nei processi di integrazione europea e di competizione internazionale. La legge vuole innanzitutto dettare delle linee di indirizzo, cercare di attivare le politiche locali e di governo.
Ma anche intervenire sul disagio insediativo alla base dei fenomeni di abbandono e spopolamento di questi luoghi, fermando la crescente rarefazione dei servizi al cittadino: servizi pubblici accorpati per il contenimento dei costi (uffici postali, presìdi territoriali scolastici, sanità, eccetera); insufficiente manutenzione del territorio, esercizi commerciali privi di una domanda adeguata per la loro sopravvivenza. I servizi territoriali e commerciali, così come la questione sanità che rappresenta forse la prima preoccupazione per chi vive in contesti isolati, rappresentano una condizione di vivibilità essenziale, peraltro riconosciuta e supportata dalla stessa Unione europea.
Piccoli comuni, che non solo sono in cima ai riconoscimenti e ai premi delle produzioni eno-gastronomiche e delle eccellenze agroalimentari, ma che sempre più spesso guidano le classifiche dei luoghi più prestigiosi del turismo di qualità, e questa legge può aiutare a rilanciare per metterli in condizione di competere.
Dalla posta mobile agli incentivi alle attivita' commerciali, dal portale dei prodotti tipici all'e-government, ecco cosa cambia per i piccoli comuni italiani:
- La posta non chiude più
- Il cartello stradale delle eccellenze locali
- Piccoli comuni in rete
- Scuola da salvare
- Incentivi alle attività commerciali
- Soldi ed incentivi a chi va a vivere nella piccola italia
- Un fisco più morbido
- Soldi ed incentivi a chi va a vivere nei piccoli comuni e ai residenti che ristrutturano
- Salvaguardia e recupero di beni culturali e conservazione delle diocesi locali
- I bebé nascono nei piccoli comuni
- Servizi sanitari
La Posta non chiude più
Il ministero delle Comunicazioni provvede ad assicurare, mediante un'apposita previsione da inserire nel contratto di programma con il concessionario del servizio postale universale, che gli sportelli postali siano attivi in tutti i piccoli comuni, anche con un'apertura alternata, ovvero mediante uffici mobili presenti periodicamente ovvero attraverso l'istituzione di centri di servizi per i piccoli comuni da realizzare in accordo con le associazioni rappresentative degli enti locali. L'amministrazione comunale puo' anche stipulare apposite convenzioni affinche' il pagamento dei conti correnti, in particolare di quelli relativi alle imposte comunali, dei vaglia postali, nonche' le altre prestazioni, possano essere assicurati dai negozi presenti.
Il cartello stradale delle eccellenze locali
I piccoli comuni possono indicare nella cartellonistica ufficiale i rispettivi prodotti agroalimentari tradizionali, preceduti dalla dicitura ''Luogo di produzione del ....'' posta sotto il nome del comune e scritta in caratteri minori rispetto a quelli di quest'ultimo.
Piccoli comuni in rete
I progetti informatici riguardanti i piccoli comuni, in forma singola o associata, hanno la precedenza nell'accesso ai finanziamenti pubblici per la realizzazione dei programmi di e-Government.
Scuola da salvare
Le Regioni possono stipulare convenzioni con gli uffici scolastici regionali del ministero dell'Istruzione per finanziare il mantenimento in attivita' degli istituti scolastici statali aventi sede nei piccoli comuni che dovrebbero essere chiusi o accorpati ai sensi delle disposizioni vigenti in materia.
Incentivi alle attività commerciali
Gli artigiani residenti nei piccoli comuni possono mostrare e vendere i loro prodotti, anche in deroga alle disposizioni vigenti in materia di autorizzazioni commerciali e artigianali, in apposite aree e per non piu' di quattro giorni al mese. I piccoli comuni possono deliberare l'apertura degli esercizi commerciali nei giorni festivi anche in deroga alle disposizioni vigenti in materia.
Soldi ed incentivi a chi va a vivere nella piccola italia
Al fine di favorire il riequilibrio insediativo ed il recupero dei centri abitati, ciascuna Regione puo' disporre incentivi finanziari e premi di insediamento a favore di coloro che trasferiscono la propria residenza e dimora abituale o la sede di effettivo svolgimento della propria attivita' economica, impegnandosi a non modificarla per un decennio, da un comune con popolazione superiore a 5.000 abitanti ad un piccolo comune.
Fisco più morbido
Presso il ministero dell'Economia e delle Finanze viene istituito un apposito fondo per la concessione di incentivi fiscali in favore dei piccoli comuni.
Soldi ed incentivi a chi va a vivere nei piccoli comuni e ai residenti che ristrutturano
Al fine di favorire il riequilibrio insediativo ed il recupero dei centri abitati, ciascuna regione può disporre incentivi finanziari e premi di insediamento a favore di coloro che trasferiscono la propria residenza e dimora abituale o la sede di effettivo svolgimento della propria attività economica, impegnandosi a non modificarla per un decennio, da un comune con popolazione superiore a 5.000 abitanti ad un piccolo comune. Gli incentivi e i premi di cui al comma 1 possono essere concessi anche ai residenti nei piccoli comuni, che intendano recuperare il patrimonio abitativo dei comuni stessi ovvero avviare in essi una attività economica. Le regioni possono altresì attribuire alle associazioni di categoria il compito di contribuire allo sviluppo di progetti di insediamento e promozione delle attività economiche.
Salvaguardia e recupero di beni culturali e conservazione delle diocesi locali
I comuni, anche in associazione o partecipazione tra di loro, possono stipulare con le diocesi cattoliche convenzioni per la salvaguardia e il recupero dei beni culturali, storici, artistici, e librari delle parrocchie. Analoghe convenzioni possono essere stipulate con le rappresentanze delle altre confessioni religiose che abbiano stipulato intese con lo Stato italiano. Le convenzioni sono finanziate dal Ministero per i beni e le attività culturali.
I bebé nascono nei piccoli comuni
Al fine di favorire il riequilibrio anagrafico e di promuovere e valorizzare le nascite sarà previsto che i genitori residenti in uno dei piccoli comuni possano richiedere che la nascita dei figli sia acquisita agli atti dello stato civile come avvenuta nel comune di residenza dei genitori, anche qualora il parto si sia verificato presso il territorio di un altro comune, purchè ricompreso all'interno del territorio della stessa provincia.
Servizi sanitari
Verrà assicurato, nei piccoli comuni, l'efficienza e la qualità dei servizi essenziali, come quelli socio-assistenziali e sanitari. Anche tramite centri multifunzionali nei quali concentrare una pluralità di servizi quali i servizi ambientali, energetici, scolastici, postali, artigianali, turistici, di comunicazione, di volontariato e di associazionismo culturale, commerciali e di sicurezza. Le regioni e le province possono concorrere alle spese relative all'uso dei locali necessari all'espletamento dei predetti servizi.



