Posada (NU)

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I saperi e i sapori della PiccolaGrandeItalia

I tesori: cultura e arte, i saperi e sapori

Un’Italia, quella dei centri minori, custode di un inestimabile patrimonio artistico, naturale e culturale. È in queste zone infatti che si trova vasta parte dei beni culturali dell’intero Paese: chiese e conventi, dimore storiche e giardini, archivi e biblioteche.

Molti piccoli comuni sono all’interno di parchi e aree protette, molti nelle isole minori o arroccati su cucuzzoli, molti ancora custodiscono i panorami più suggestivi. Sono piccoli comuni Pienza, modello di perfezione ed armonia costruita dagli architetti dell’umanesimo, così come Ravello, perla della Costiera Amalfitana o Santo Stefano di Sessanio, centro medievale perfettamente conservato nel cuore dell’Abruzzo. E se ne potrebbero citare ancora moltissimi, tutti luoghi di rara bellezza. E sempre qui alberga l’Italia dei prodotti tipici, delle tradizioni, dell’artigianato artistico. Basti pensare al vino Sciacchetrà prodotto a Riomaggiore nel Parco delle Cinque Terre, al caciocavallo podolico di Rignano Garganico o al pecorino di Farindola in Abruzzo. Valorizzare l'intreccio tra uomo, cultura e natura vuol dire scommettere sui vantaggi economici, culturali, ambientali e sociali di quest'Italia minore. Salvaguardare la biodiversità e valorizzare la realtà sociale, culturale, economica dei piccoli Comuni, è anche il modo per rafforzare il senso identitario di quelle comunità, depositarie di norme, servizi, saperi e valori condivisi, legami, che sono i veri baluardi contro un’idea della globalizzazione come processo “omologante”, e costituiscono i migliori terreni d’incontro tra bisogni ambientali e interessi sociali.

Domani è oggi

Giunte comunali on line, borghi cablati e intere comunità alfabetizzate all’informatica, ma anche biblioteche che diventano mediateche dove il patrimonio librario si avvale di supporti digitali, dove la tecnologia risponde alla rarefazione dei servizi, rendendoli disponibili sul web, negli spazi del virtuale. Accade anche questo nei piccoli comuni, luogo di innovazione e di sperimentazione. E di fruizione dei servizi immateriali e avanzati. Proprio laddove si concentra il massimo della tradizione è possibile sviluppare un’idea nuova del territorio e della società. I piccoli comuni sono i luoghi dove nascono e crescono competenza e innovazione tecnologica, esperimenti di energia rinnovabile e sviluppo sostenibile, dove l’informatica segna nuove frontiere e sostiene i rapporti delle comunità, diminuendo i disagi delle aree marginali e annullando le distanze tra la periferia e il centro. Un futuro che è già presente.

Una Legge per i piccoli comuni

Favorire la diffusione delle nuove tecnologiche, prevedere incentivi finanziari e premi per quanti trasferiscano la loro residenza o attività economica in un piccolo comune. E ancora, incentivare l’attività scolastica e formativa nelle località isolate e nei centri minori, assicurare i servizi postali di base, così come i trasporti pubblici locali. Ma anche recuperare il patrimonio edilizio esistente e sviluppare energie rinnovabili. Sono solo alcune delle soluzioni concrete previste dalla proposta di legge presentata da Ermete Realacci e approvata all’unanimità nel 2003 alla Camera dei Deputati e ora all'esame delle commissioni competenti del Senato.

Una legge grazie alla quale mettere in rete una serie di iniziative in grado di fare “sistema” per far sì che divenga conveniente abitare in un piccolo comune. Per delineare concrete misure per il sostegno a queste realtà e alle attività economiche, agricole, commerciali e artigianali, secondo forme coerenti con le peculiarità dei territori, che possano essere occasione di rilancio sociale ed economico.

Una legge per rispondere concretamente ai disagi con cui la PiccolaGrandeItalia si misura quotidianamente e per aprire un nuovo scenario di opportunità.

Le reti di Qualità

PiccolaGrandeItalia come quintessenza dell’identità locale. Un’identità che rappresenta la risorsa irrinunciabile per la riscossa di questi territori, strumento di coesione sociale, di inclusione culturale, di valorizzazione di saperi. Luoghi dove l’incrocio tra saperi tradizionali e innovazioni tecnologiche sviluppa economie ad alto valore aggiunto, in grado di produrre maggior benessere e consumare meno risorse.

PiccolaGrandeItalia come luogo di produzioni primarie qualificate, di un’esperienza fisica e materiale di territorio, ambiente e natura. E’ il caso dei tanti territori cresciuti sulla valorizzazione del “made in Italy” e delle produzioni tipiche che hanno dato vita a un mondo di reti identitarie che fa della qualità italiana un fattore di competitività. Dalla rete dei parchi e delle aree marine protette, a quelle delle città del vino, dell’olio, del pane, del miele, del tartufo, delle castagne fino ad arrivare a quelle delle produzioni enogastronomiche certificate dall’Unione Europea, l’Italia è tutto un proliferare di iniziative che fanno riferimento alla produzione di qualità. Dove il territorio - come habitat della personale identità di operatori e protagonisti della qualità italiana - si allea con altri territori per competere adeguatamente nello scenario nazionale e globale.

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