Messaggio di Romano Prodi
Carissimo Ermete,
quanto vorrei essere con voi domenica prossima! Non è retorica.
Vorrei essere con voi perché, girando da anni (e non solo in bicicletta!) per l'Italia ho imparato ad apprezzare la bellezza, la varietà, la ricchezza dei suoi centri più piccoli, dei paesi, dei borghi.
Io stesso, sono nato e cresciuto, da bambino, in un paese alle pendici dell'Appennino reggiano, che, se non era piccolissimo, era pur sempre di una dimensione molto lontana da quella dei grandi centri, della grandi città. Da quella stagione, porto in me il ricordo e il senso di una comunità piccola, stretta, umana.
Ancora oggi, le mie vacanze le trascorro sulle mie colline, questa volta sì in un paese e tra paesi minuscoli e ogni volta ho conferma della ricchezza di questi insediamenti, della necessità di lavorare per difendere le loro capacità di sviluppo. Sono loro il miglior presidio dell'ambiente, del territorio, della qualità della vita.
Come vedi, l'esperienza personale si unisce a una valutazione di ordine più generale.
La nostra generazione è responsabile di una grave mancanza di cura nei confronti dell'Italia. Il Paese che consegniamo ai nostri figli è più brutto di quello che noi abbiamo ricevuto dai nostri padri. Basti pensare a tanta parte delle nostre coste e, ancor più, alle periferie delle nostre metropoli, il punto senza dubbio più degradato della società italiana.
In questo quadro così poco rasserenante, i piccoli centri, quelli ai quali si indirizza la vostra iniziativa, costituiscono un elemento di conforto, di orgoglio e, soprattutto, di speranza. Sì, di speranza, perché questi centri, pur con i problemi posti dalle loro dimensioni spesso non adatte ad affrontare i problemi più complessi delle amministrazioni, sono un patrimonio ed una ricchezza su cui contare ed investire. Questo richiede volontà ed intelligenza. Intelligenza per mettere in atto tutte quelle forme di collaborazioni per permettere ai comuni più piccoli di coordinare le loro energie e risorse. E volontà, innanzitutto per ascoltare la loro voce, con attenzione e con affetto.
Voler bene all'Italia. Non potevate scegliere un titolo più bello e appropriato.
Romano Prodi
Bologna, 7 maggio 2005









